Le emozioni sono esperienze complesse, intense ma di breve durata, del tutto involontarie. Ed è proprio questo il punto: le emozioni sono involontarie! A partire da questa considerazione, possiamo facilmente immaginare come talvolta i vissuti emozionali possano sorprenderci e trascinarci in un vortice all’interno del quale sentiamo di aver perso il controllo. Per capire come recuperarlo, facciamo un passo indietro per conoscere le caratteristiche di un’emozione. Le emozioni sono esperienze soggettive scatenate da stimoli ambientali (in alcuni casi anche interni, viscerali). Siamo sensibili alle sollecitazioni dell’ambiente essenzialmente perché ci relazioniamo con esso e ad esso dobbiamo rispondere prontamente e con efficacia: questo giustifica l’involontarietà delle emozioni, che si attivano tempestivamente allo scopo di preparare, o inibire, il nostro comportamento. Stante un determinato stimolo, dunque, la mente procede con una valutazione immediata che causa contemporaneamente una attivazione fisiologica (aumento battito cardiaco, sudorazione, rossore in volto) e un vissuto emotivo che, per semplificare, potremmo definire lungo un continuum di gradevolezza-sgradevolezza. Dire che le emozioni nascono da una valutazione immediata del contesto ci suggerisce un’ulteriore osservazione, e cioè che le emozioni e il pensiero non sono entità opposte, come vorrebbe il senso comune, piuttosto si tratta di funzioni della mente che interagiscono e si rafforzano reciprocamente.

Se sono involontarie, possiamo almeno gestirle? Certo che sì. In questo articolo ti lascio 2 strategie per farlo al meglio 🙂

  1. Devi sapere che più sei confuso/a, più le emozioni prendono il sopravvento. Il segreto è riconoscerle. Accade spesso, infatti, che siamo più bravi ad accorgerci dei segnali dell’emozione e non dell’emozione che li provoca. “Il cuore mi batte all’impazzata”, “ho le farfalle nello stomaco”, “sento la testa vuota”, “ho i capogiri” ecc., rappresentano modi per raccontare le conseguenze dell’emozione; ma quale emozione sta determinando quelli che sono dei veri e propri sintomi? L’accelerazione del battito cardiaco può essere dovuta alla paura, alla rabbia, ma anche alla sorpresa di incontrare qualcuno che non vedevi da tempo! E allora la prima strategia per gestire le emozioni è: metti un’etichetta alla tua emozione. Ti sembra un compito difficile? Bene, allora comincia a chiederti se evoca in te stati d’animo positivi o negativi, se stai meglio o peggio dopo averla sperimentata, e avanti di questo passo. A poco a poco vedrai che l’allenamento ti renderà sempre più abile nel riconoscere le emozioni che vivi (e che non vuoi più subire).
  2. Se, come abbiamo detto, le emozioni si combinano con risposte fisiologiche, allora il mio secondo suggerimento ha a che vedere proprio con il corpo. Non puoi intervenire sul battito cardiaco, ma certamente puoi controllare la tua respirazione, perfino quando sei alle prese con un’emozione di paura. La seconda strategia è: respira lentamente e profondamente. Se conosci le tecniche di rilassamento saprai che è possibile partire dal corpo per influenzare la mente. Una tecnica che ti consiglio di apprendere e di portare nel tuo kit degli attrezzi è proprio il Training Autogeno, a cui ho dedicato una sezione del sito. Attraverso il controllo della respirazione puoi contrastare le conseguenze psicologiche di emozioni spiacevoli come la rabbia e la paura, per due ordini di motivi: ripristinando un respiro regolare faciliti vissuti psichici e somatici antitetici a quelli stressanti; concentrandoti su una respirazione lenta e profonda sposti l’attenzione (e il pensiero) dallo stimolo emotigeno al tuo corpo e alla tua mente, depotenziando la sollecitazione esterna.