A chi non è capitato di chinare il capo e dire sì alla richiesta di un amico, un collega, un familiare alla quale, invece, si sarebbe voluto negare? La mia è una domanda praticamente retorica perché tutti noi ci siamo dovuti piegare, almeno una volta nella vita, alle suppliche di qualcuno. E, in effetti, accettare il compromesso, di tanto in tanto, fa di noi delle persone capaci di flessibilità ed adattamento. Tuttavia, per alcune persone dire di no è un vero e proprio tabu e il risultato è che finiscono per accettare regolarmente richieste e condizioni poste dagli altri senza replicare e senza neanche tentare di sottrarsi ad esse. Ovviamente in questi casi non si tratta di un’accettazione incondizionata, di una scelta consapevole di aiuto verso l’altro, ma piuttosto di un atteggiamento di rinuncia per paura o per pudore che lascia l’amaro in bocca e un profondo senso di frustrazione. La buona notizia è che l’assertività può essere allenata e appresa.
Assertività è una parola che circola sempre più spesso, e descrive un atteggiamento fondato sull’autoaffermazione e, contemporaneamente, sul rispetto dell’interlocutore. Essere assertivi significa comunicare in modo chiaro ed efficace per sostenere e difendere i propri bisogni anche davanti alle richieste degli altri, con disinvoltura ed equilibrio. Bello, no? E allora vediamo insieme 3 strategie per allenare questa competenza!
1) Il rispetto verso se stessi. Abbiamo definito l’assertività come la capacità di sostenere un confronto manifestando rispetto verso le posizioni del partner di comunicazione, tuttavia per esercitare un autentico rispetto occorre anzitutto rispettare se stessi. Solo imparando a rispettare noi stessi e le nostre esigenze possiamo attenderci che lo facciano gli altri; può sembrare banale ma è esattamente così. Alla base di questo atteggiamento deve esserci un equilibrato senso di autostima, ovvero il riconoscimento del proprio valore.
2) La competenza comunicativa. Sul tema della comunicazione c’è tantissimo da dire (per approfondire intanto puoi leggere qui), in questa sede basti ricordare che per sottrarsi alle richieste che non gradiamo non occorre alzare il tono della voce e diventare preda della frustrazione legata alla minaccia dell’ennesimo sì! Calma e fermezza, queste le caratteristiche di una comunicazione assertiva. Dunque, un bel respiro per poi replicare con un tono di voce ponderato, scandendo bene le parole, ricordando a te stesso/a che l’obiettivo non è “reagire alla richiesta dell’altro” ma piuttosto “agire per rispettare i tuoi bisogni” senza procurare danno a nessuno.
3) Saper accogliere le critiche. Molto spesso dietro ad alcuni “Sì” pronunciati con scarsa convinzione vi è la paura di deludere l’altro e di subire le sue critiche, dirette o indirette. Quando l’autostima è consolidata le critiche si trasformano da minacce a preziose risorse in grado di illuminare, attraverso il punto di vista di chi ce le muove, porzioni di noi stessi e del nostro agire che non potevamo conoscere da soli. Nei miei corsi sulla comunicazione ricordo agli allievi che la critica è comunque un feedback, ovvero l’occasione per verificare i risultati che stiamo ottenendo dal punto di vista relazionale.
Per saperne di più scrivi a dott.capparella@psicologiastrategicaroma.it 😉