Avete notato che nel nostro linguaggio abbiamo la tendenza a valutare le caratteristiche della realtà circostante misurandola su una scala fondata sul polo positivo? Per esempio, se dobbiamo valutare la statura di una persona, giudichiamo tale misura sulla scala dell’altezza, e non della bassezza. In altre parole, ci chiediamo “quanto è alto?” e non “quanto è basso?”, e così via.
L’esperienza diretta, tuttavia, ci ammonisce sull’importanza del polo negativo, che esercita un’influenza notevole sulle stime che facciamo nella vita di tutti i giorni. In effetti, tutti noi possiamo constatare che le esperienze negative rimangono impresse nella nostra memoria, orientando le decisioni presenti. C’è chi per un tradimento subìto non riesce più a vivere con serenità le relazioni, chi desidererebbe osare ma è bloccato dal ricordo del fallimento di una persona cara, o chi, in seguito a una notizia ascoltata al telegiornale, si convince di uno stereotipo negativo sugli extracomunitari, solo per fare qualche esempio.
Insomma, esiste una tendenza innata alla positività quando valutiamo la realtà che ci circonda, eppure la negatività riveste un ruolo centrale. Come possiamo spiegare questo binomio?

 

Gli eventi e le esperienze connotate negativamente attivano la nostra attenzione e si fissano nella memoria in maniera prepotente ogni volta che si dimostrano esplicitamente incoerenti con le aspettative iniziali. Se coltiviamo un’amicizia importante non ci aspettiamo il tradimento dell’amico, se viviamo una relazione sentimentale non coltiviamo l’attesa dell’infedeltà del partner. E queste esperienze, oltre a lacerare i sentimenti, lasciano delle tracce significative nei ricordi, dalle quali è difficile liberarsi.
L’implicazione di questo ragionamento è che, pur classificando la maggior parte degli eventi secondo il polo positivo, tendiamo a concentrare maggiormente la nostra attenzione su quelli negativi.
Ed esiste una spiegazione per questo fenomeno. Le esperienze positive, per definizione, non causano gravi problemi; al contrario, gli eventi negativi sono proprio quelli a cui occorre badare per arginare le possibili conseguenze.
Insomma, come la polarità Yin e Yang, la positività e la negatività costituiscono due facce della stessa medaglia, di cui ci serviamo per valutare, scegliere, e orientare il nostro comportamento.