La tradizione vuole che a Capodanno si gettino via le cose vecchie, delle quali ci si vuole disfare. E allora vi propongo una lista di fardelli esistenziali che ostacolano il benessere e l’innovazione personale.
Scegliete quelli in cui vi riconoscete e programmate mentalmente il loro abbandono in vista di un 2018 all’insegna della realizzazione!
Eliminiamo l’esigenza di compiacere gli altri, imparando a operare le scelte nel rispetto dei nostri bisogni. Questo non significa ignorare le necessità altrui, la nostra intenzione non è quella di nuocere chi ci sta intorno, tuttavia smettere di compiacere gli altri comporta la necessità di mettere in primo piano noi stessi.
Abbandoniamo la ricerca della perfezione. Quando il perfezionismo diventa il motore dei nostri programmi rischiamo una paralisi delle azioni e della competenza decisionale. La perfezione è una proprietà che non abbiamo in dotazione, quindi è inutile inseguirla!

Lasciamoci alle spalle la tendenza al piangersi addosso. La nostra esistenza alterna fasi di maggiore benessere a momenti più difficili, in cui sembrano venir meno le risorse per fronteggiare le situazioni problematiche. Piangersi addosso non è mai una soluzione, anzi rappresenta un meccanismo mentale che comporta ulteriore dispendio energetico. Impariamo a apprezzare i periodi sereni e a accettare le fasi più complesse, ricordando che la crisi è un’opportunità per evolvere!
Via anche la tendenza a controllare tutto. Può essere rassicurante credersi in controllo delle situazioni che ci circondano, ma è solo un’illusione. Vale dunque la pena rinunciare al controllo, che rappresenta una trappola mentale attraverso cui disperdiamo le nostre preziose energie. Su un altro versante, può essere utile impegnarci per potenziare la capacità di contatto con il nostro mondo emotivo allo scopo di incrementare l’autocontrollo, che può rivelarsi una competenza strategica in molteplici situazioni.
Basta con l’autosvalutazione. Non siamo merce in saldo né fondi di magazzino, ma persone complete e perfettamente integre! Quindi abbandoniamo la tendenza a accontentarci di cose e persone a scapito di una nostra sana autostima.
Disfiamoci della tendenza a rimuginare sulle esperienze passate. Il passato è un luogo meraviglioso da visitare, ma impossibile da vivere. Dobbiamo impiegare le nostre risorse nel presente, nei compiti del quotidiano, con uno sguardo rivolto al futuro. Non dimentichiamo mai che il futuro è il frutto delle nostre scelte presenti.
Abbandoniamo la paura del cambiamento. Questo punto è strettamente correlato con il precedente. A volte ci si rifugia nel passato creando un’atmosfera paralizzante rispetto all’innovazione. Le esperienze passate, per quanto difficili, possono apparire maggiormente rassicuranti perché sono conosciute, già attraversate e vissute; il nuovo, per definizione, non lo è. Impariamo a accogliere le potenzialità del cambiamento, a percepire come accattivante qualcosa di cui non possiamo prevedere lo sviluppo, lasciamoci affascinare dalla novità. Non è possibile nessuna evoluzione senza il cambiamento.

I miei auguri per un 2018 di grandi avventure!