Il vissuto di colpa rappresenta una risposta emozionale naturale che si associa a specifiche azioni o omissioni e, in questo senso, ha un forte valore sociale e adattivo poiché esorta a comportamenti responsabili nei confronti di persone, animali o cose. Inoltre, attraverso il senso di colpa abbiamo l’occasione di avviare delle vere e proprie riflessioni sulla nostra condotta per comprendere se abbiamo provocato una sofferenza oppure un danno ingiustificato. In questi casi, provare senso di colpa favorisce non solo l’autoriflessività, ma anche l’elaborazione di strategie di riparazione del danno, spingendoci a porre rimedio.
Eppure, da emozione naturale di utilità sociale, il senso di colpa può trasformarsi in un persecutore interno in grado di bloccare ogni iniziativa personale e provocare ansia e stress. Ciò accade quando questa emozione è determinata da motivazioni irrazionali e fantasie infondate, andando ad inficiare l’autostima della persona e, in specifici casi, sfociando in una vera e propria paralisi decisionale.
Nel dettaglio, la persona prova senso di colpa motivato se, ad esempio, ha intenzionalmente ferito i sentimenti di qualcuno.
Al contrario, definiamo senso di colpa immotivato o patologico quel vissuto di ansia e disagio che interviene a seguito di eventi su cui la persona non ha alcuna ragionevole responsabilità: per esempio, sentirsi in colpa perché si ha più successo di un collega, per aver detto no alla richiesta di un amico (il che non significa aver negato l’amicizia!).
In questi casi, può essere utile imparare a gestire costruttivamente tale vissuto, allo scopo di limitare danni al senso di autoefficacia personale e alla sicurezza di sé, condizioni alla base di ansia, stress e depressione.
Tre suggerimenti per superare i sensi di colpa ingiustificati:

  1. metti a fuoco le ragioni per le quali ti senti in colpa. Si tratta, in effetti, del primo passo per scandagliare il vissuto di colpevolezza e connetterlo all’episodio che lo ha innescato. Hai realmente recato danno a qualcuno o qualcosa? Potevi evitarlo? Individuare la fonte del senso di colpa e esplorarne le ragioni può aiutarti a determinare se stai sperimentando delle emozioni sane o dannose, se alla base vi sono ragionevoli motivazioni o fantasie senza fondamento;
  2. sostituisci il termine “colpa” con “responsabilità”. Non si tratta di un semplice artificio semantico, ma di una piccola rivoluzione percettiva. La responsabilità identifica una posizione consapevole e matura e, per quanto spiacevole sia, è più facile crogiolarsi nel senso di colpa che assumersi una responsabilità. La responsabilità, al contrario della colpa, non descrive un atteggiamento passivo e autolesionista, ma attivo e libero, non imprigiona ma apre. Iniziare a guardare alla proprie azioni da questa prospettiva aiuta la crescita personale e denota maturità psicologica;
  3. ti piacerebbe essere considerato/a un egocentrico/a? Se ritieni che ogni tua azione possa compromettere il benessere di qualcuno o recare danno a qualcosa, puoi scivolare proprio in atteggiamento egocentrico! Darsi sempre le colpe, attribuire regolarmente a sé stessi azioni in grado di compromettere il benessere altrui, rimuginare all’infinito su decisioni da prendere per paura di ferire gli altri sono tutti elementi che, nell’insieme, denotano una percezione “onnipotente” del proprio agire! Quindi, respira, rilassati, e lascia andare altrimenti sarai trascinato!